Un soggetto risultato positivo al tampone e quindi posto in quarantena, può trascorrere tale periodo presso il proprio domicilio ed essere assistito dai familiari, purché questi adottino i rigorosi accorgimenti, che vengono suggeriti dall’istituto Superiore di Sanità.

Le raccomandazioni da seguire sono circa una ventina, la prima e più importante è che il contagiato soggiorni solo in una stanza, senza avere contatti con gli altri familiari, se non è possibile che stiano almeno ad un metro di distanza e godano di buona salute.

Nel caso chi si prende cura del malato abbia necessità di starnutire o di tossire, deve coprirsi la bocca ed il naso con un fazzoletto monouso, in mancanza servirsi dell’incavo del gomito e lavarsi subito le mani.

Chi assiste deve indossare un’apposita mascherina chirurgica, che va sostituita nel caso sia sporca, molto importante l’igiene delle mani, che vanno lavate con acqua e sapone o con un a soluzione idroalcolica, dopo esser stati a contatto con il paziente o il suo ambiente, dopo aver preparato il cibo o essere andato in bagno, usare solo asciugamani usa e getta.

Usare sempre i guanti onde evitare contatti diretti con i fluidi corporei e dotarsi di un contenitore a pedale, dove gettare guanti, mascherine o fazzoletti o altri rifiuti dopo l’uso.

La biancheria del contagiato va separata da quella della famiglia, meglio se in un contenitore chiuso, lavarla in lavatrice ad una temperatura compresa tra i 60-90°, evitare la condivisione di spazzolini, asciugamani, lenzuola, bicchieri o posate.

Naturalmente anche l’ambiente va disinfettato ogni giorno, pulendo reti, materassi, mobili della camera, servizi igienici, con disinfettanti, bisogna ricordare che queste operazioni vanno fatte indossando sempre i dispositivi di sicurezza.